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Israele

Report di Viaggio

Trip Report. Israele e Cisgiordania

"Il viaggio in Israele degli Ingiruli è nato in modo non particolarmente felice. Saremmo dovuti partire ad Aprile per Tokyo. Gli eventi che ben conoscete ci hanno obbligato a cambiare e tra le soluzioni che Alitalia ci ha proposto al posto del volo per il Giappone una di queste era proprio Tel Aviv. Bene si parte domenica mattina da Torino verso Roma. Cambio veloce, formalità minime ed imbarco sul Roma/Tel Aviv con un piccolo ritardo per traffico a Fiumicino. Alitalia è migliorata molto negli ultimi anni e tutto procede per il meglio. Non commettete l'errore di raggiungere Israele di venerdì o sabato. Nei giorni sacri di arabi ed ebrei qui non funziona quasi nulla (neanche gli ascensori talvolta). Appena atterrati scopriamo che il Ben Gurion di Tel Aviv è uno aeroporto splendido e come ci aspettavamo i controlli all'immigrazione sono estremamente fiscali soprattutto per le famiglie con bambini o per chi entra nel paese per lavoro. Chiediamo di non far apporre il timbro del Visto sul passaporto ma su un foglio a parte ed abbiamo fortuna. Ci ascoltano. Israele infatti non è riconosciuto da molti paesi arabi come la Siria, il Libano etc. Avere il visto israeliano vuol dire non visitarli o rifare il passaporto. Usciamo fa quasi fresco, la stagione primaverile come l'autunno sono i migliori periodi per questo territorio, mite di giorno e fresco la sera, soprattutto nelle zone desertiche o sulle colline. Per spostarci verso la città sacra utilizziamo un taxi collettivo. Esistono più soluzioni per raggiungere Gerusalemme o Tel Aviv, il taxi (costoso), il bus (non esistono bus diretti e sono lenti), il treno (solo se andate a TelAviv e cambiate) ed il taxi collettivo. Sono una sorti di minibus da 10 posti a prezzo fisso ( circa 15 € a persona ) che partono quando sono pieni ma vi portano direttamente in hotel o il più vicino possibile. Si trovano all'uscita della aerostazione subito a destra e sono ben indicati. Che fortuna aspettavano solo noi, si parte!

Il viaggio dura circa due ore e ci permette di scoprire il meraviglioso paesaggio che alterna verdi colline, brulle pianure a ampie autostrade. L'arrivo a Gerusalemme permette di notare alcuni insediamenti di coloni ebrei nella zona nord della città. Questi insediamenti, abusivi per il palestinesi, sono uno dei maggiori ostacoli alla pacificazione della zona. La città è molto grande ed il nostro taxi collettivo ci lascia all'esterno della porta di Damasco. E' impossibile raggiungere il nostro Hotel se non a piedi perchè si trova nella zona araba della città vecchia. Salutiamo una ragazza romana che lavora per una ONG palestinese, conosciuta nel tragitto ed entriamo nella città. In pochi passi, scavalcato uno sbarramento di soldati armati (ci farete l'abitudine) ci sembra di tornare indietro nel tempo. La strada che ci porta verso l'hotel è un suq, animato, pieno di profumi, confusione, carretti che spintonano, negozi minuscoli attaccati l'uno all'altro. Ma siamo stanchi ed accelleriamo, ringrazio il fatto che abbiamo un unico bagaglio (viaggiate leggeri, sempre!), queste stradine vecchie di duemila anni non sono fatte per le ruote dei trolley. Abbiamo prenotato una struttua consigliata dalla Lonely, l'unica in pieno centro vicina alla via Crucis che fosse libera, il rapporto qualità prezzo non è proprio eccelso ma la posizione è stupenda, le camere (microscopiche) sono pulite e la vista della Spianata delle Moschee dalla terrazza sul tetto vale il viaggio. Considerate che gli Hotel in Israele sono mediamente cari e trovare posto in una gesthouse o struttura gestita da religiosi difficile. Ci prepariamo ed usciamo, siamo in una delle città più antiche del mondo, sacra per tutte e tre le grandi religioni monoteiste. In qualche modo tutto questo si sente. Giriamo senza meta nelle strette viuzze coperte nella città vecchia, divisa nelle zone arabe, ebree, cristiane ed armene ma ecco il Muro del Pianto.

E' il luogo più sacro per gli ebrei, strappato con le armi ai Giordani insieme con il quartiere ebraico è il più moderno della città vecchia, proprio perchè a causa del conflitto con gli arabi è stato ricostruito totalmente. Di giorno non particolarmente animato, meglio la sera per prendere un caffè in una delle pochissime piazze del centro. Dal Muro del Pianto alla Spianata delle Moschee, terzo luogo sacro per l'Islam, la strada è breve. Mentre per entrarci esiste solo un varco situato nella zona ebraica (almeno per i non musulmani), non ci sono problemi ad uscire ovunque nell'animato distretto arabo. Questa rimane la zona migliore per mangiare del pane condito con olio e Zaatar, comprare frutta freschissima per pochi spiccioli o semplicemente osservare il viavai. Ed è da qui che dovete partire per percorrere la Via Crucis. Unitevi alle 16:00 di ogni venerdì ai Francescani e percorrete le 14 stazioni sino alla chiesa del Santo Sepolcro costruita su quello che si ritiene sia il Golgota, la collina che vide la crocifissione di Gesù. Andateci la sera raggiungendola attraverso la cappella etiope quando i gruppi organizzati sono andati via, oppure dirigetevi verso le 4 sinagoghe sefardite o la magnifica chiesa armena di San Giacomo nel quartiere omonimo. Insomma quattro microcosmi totalmente differenti tutti all'interno delle mura, che si tollerano a fatica ma che in fondo rendono questa città unica nel suo genere. Noi abbiamo dedicato tre giorni solo a questa parte della città e sono stati appena sufficienti. Girovagando a caso in attesa dello Shabat, il sabato di riposo, quando tutte le famiglie ebree ortodosse si riversano al muro del pianto o a casa di amici per una cena tradizionale. Per noi invece il luogo della cena dopo varie prove è Amigo Emil, ristorante mediorientale nella zona cristiana, consigliatissimo. Ora è il momento di uscire dalle mura.......

Uscire dalla città vecchia dopo alcuni giorni equivale a rifare un altro salto, questa volta in avanti, nel tempo. Il traffico è opprimente e la tramvia che dovrebbe alleviarlo, non ancora operativa. Il centro vero della città non particolarmente attraente, è in gran parte pedonalizzato, pieno di ristoranti e soprattutto locali e bar. Ma la principale attrattiva situata su Jaffa Rd è il mercato ebreo Mayaneh Yehudah. SPLENDIDO, spezie, dolci, olive ma soprattutto pane appena sfornato e frutta locale. Sei isolati di caos organizzato dove lo sport locale pare essere assaggiare le mercanzie esposte e poi, forse, comprare, fatelo anche voi ma senza esagerare. Ancora più ad ovest del centro destinate mezza giornata alla visita dello Yad Vashem, nella pace di una collina verdissima è l'unico museo al mondo dedicato all'olocausto. Lo raggiungerete con il tram, appena sarà funzionante o, al momento con il bus 20. Evitate il carissimo bus turistico Egged 99. Ad est della città vecchia sorge il Monte degli Ulivi, invaso dai gruppi organizzati, merita per le splendide viste che regala soprattutto al mattino e la struggente Chiesa della dormizione di Maria. In realtà la collina è in gran parte un antichissimo cimitero ebraico con 150.000 tombe. A nord della porta di Damasco ci sono quartieri dove risiedono gli ebrei ultraortodossi e quartieri a prevalenza araba, in quella che era la zona controllata dai Giordani. I protestanti si recano qui per visitare la Tomba Giardino, un luogo incantevole che loro ritengono il sepolcro di Gesù. Qui insomma tutti hanno modo praticare il loro credo. Al momento della nostra visita c'erano un folto gruppo di afroamericani che intonava cori gospel. A sud invece il monte Zion, luogo dell'ultima cena che ospita nelle vicinanze anche la tomba del noto industriale Oskar Schindler.

Ultimo capitolo dedicato alle escursioni fuori dalla città. Noi per motivi di tempo abbiamo fatto una capatina solo a Betlemme in Cisgiordania e relax nel Mar Morto. Raggiungere la città dove è nato Gesu a soli 6 chilometri da Gerusalemme può essere molto semplice o molto difficile. Se non volete avere problemi acquistate una escursione guidata. Solitamente in mezza giornata visiterete la Basilica della Natività, il centro, il meraviglioso suq e poco altro. Scoprirete che i palestinesi sono un popolo povero ma molto dignitoso e cordiale. Se volete una esperienza più vera, usate i mezzi pubblici. Andate nella nuova stazione dei bus arabi subito ad est della porta di Damasco ed salite sul bus 21 (attenzione il 21 si ferma sulla via principale e non all'interno della autostazione, nel dubbio chiedete senza problemi). Il termine corsa è a 600 metri circa dalla Piazza della Mangiatoia (Manger Sq). NON usatelo invece per rientrare, solo i palestinesi possono farlo. Abbiamo conosciuto un turco che lo ha utilizzato e non è stato controllato dai militari, ma il rischio è di essere obbligati a scendere e trovarsi vicino ad una galleria in mezzo al nulla. Meglio raggiugere con un taxi (circa 2 km) o a piedi il check point principale che si trova a nord della città (percorrete Manger Street sino al muro e seguitelo). solo da qui è permesso ai turisti rientrare in Gerusalemme. Dall'altra parte troverete immediatamente il bus 24/124 che vi riporterà alla solita stazione dei bus arabi. Attraversare uno di questi passaggi e costeggiare il muro di divisione dei due stati, che in questo tratto è pieno di splendidi graffiti, permette di capire cosa devono provare ogni giorno le persone che si spostano per lavorare. In alto a sx notate la minuscola porta della Basilica della Natività ove è nato Gesù.

La seconda escursione è quella che ci porterà nel Mar Morto ed alla fortezza di Masada. Ben sapendo che di sabato non è aperto quasi nulla andare a rilassarci ci è parsa una buona idea. Decidiamo in questo caso di viaggiare con la nota Egged Tours. Quando ci avviciniamo al mare lo spettacolo è meraviglioso, siamo nel punto più basso della terra, circondati da canyon ed alture che dovrebbero rappresentare il normale livello del mare. E' una delle regioni più aride ed inospitali della terra e farci il bagno è un'esperienza indescrivibile grazie al fatto che qui l'acqua è 10 volte più ricca di sali della normale acqua di mare. Non solo si galleggia ma si riesce quasi a stare seduti. Uno stabilimento termale lungo 60 chilometri che sta sparendo a vista d'occhio a causa dello sfruttamento scriteriato del fiume Giordano, unico immissario d'acqua dolce. Ricordatevi di non bere, portatevi le scarpette che si usano per le barriere coralline e divertitevi. A pochi minuti dalla costa si trova invece una delle meraviglie del monto antico. La fortezza di Masada costruita da Erode il Grande poggia su una rocca a 400 metri di altitudine rispetto al mar morto. Completamente fortificata e con terme, sinagoga e serbatoi dell'acqua piovana era pressochè inespugnabile. Un migliaio di zeloti fuggiti da Gerusalemme conquistata dai Romani fuggirono qui e resistettero tre anni all'assedio. Quando capirono che la caduta era vicina decisero per il suicidio, diventando un modello per l'ebreo combattente di oggi. E' quasi finita, bisogna riprenotare il taxi collettivo concordando il punto per il pick up e arrivare all'aeroporto con almeno tre ore di anticipo. I controlli per uscire sono snervanti. Siate cortesi e rispondete a domande stupide del tipo " Perchè avete due paia di ciabatte ?? " Bohhh !!!

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